Milena l’amica di Kafka

di Margarete Buber-Neumann (Adelphi)

L’altro ieri è morto nel sanatorio di Kierling a Klosterneuburg vicino Vienna, il dottor Franz Kafka, uno scrittore di lingua tedesca vissuto a Praga. Qui lo conoscevano in pochi, poiché era un eremita, un uomo sapiente spaventato dalla vita. Era lungimirante, troppo saggio per poter vivere e troppo debole per poter combattere. Vedeva il mondo con una tale chiarezza e precisione da non poterlo sopportare, da doverne morire, egli infatti, non si è concesso scappatoie, non si è salvato come tanti altri rifugiandosi in qualche equivoco intellettuale per nobile che fosse. Era un uomo e un artista dotato di una coscienza così scrupolosa che rimaneva vigile anche là dove gli altri, i sordi si sentivano al sicuro.

È un fuoco vivo, quale non ho visto mai
(Franz Kafka su Milena)

La singolare amicizia tra Margarete Buber Neumann e Milena Jesenka inizia nel 1940, al campo di concentramento femminile di Ravensbruck, dove Milena è prigioniera per la sua attività antinazista, e Margarete, moglie del comunista tedesco Heinz Neumann, è stata doppiamente perseguitata, dai sovietici e dai nazisti. La loro non è una situazione facile, ma l’innata e spontanea vivacità di Milena riesce ad approfondire l’affetto tra le due amiche. Incontri notturni clandestini, brevi passeggiate tra le baracche e il filo spinato, piccoli regali e reciproci gesti di solidarietà trasformano la loro prigionia in un’occasione unica, d’amicizia sincera e leale, che Milena sogna di veder proseguire in un futuro di libertà, per il quale progetta un libro da scrivere insieme all’amica per raccontare l’infernale meccanismo del campo.

Figlia di un noto chirurgo estetico, Milena frequenta il liceo femminile Minerva di Praga, iniziando a crearsi quell’identità di intellettuale anticonformista, emancipata e vagamente “femminista” che caratterizzerà ogni sua azione. Terminato il liceo, non diventa medico come vorrebbe il padre ma, attratta da scrittori e letterati tedeschi ed ebrei, conduce un’esistenza libera e bohémien e si innamora di Ernst Polack. Per sfuggire al padre, che le vieta questa relazione, i due si sposano e fuggono a Vienna, ma la promiscuità erotica e sessuale di lui, allora diffusa nell’ambiente intellettuale, distrugge l’armonia del matrimonio, e conduce Milena a fare uso di stupefacenti.

Con un marito che non la desidera più e un padre che l’ha ripudiata, ella, tra gli altri lavori, inizia a scrivere articoli, ponendo le basi alla sua carriera di giornalista, ed a tradurre dal tedesco: saranno queste traduzioni e farle incontrare Franz Kafka.

Il loro amore sarà intenso, passionale ma difficile, contrastato dalla differenza di età e di personalità tra i due ma anche dalla malattia di lui, si incontreranno poche volte e proseguiranno tra lettere e telegrammi fino alla completa rottura, chiesta e decisa da Kafka, di cui ella racconterà nelle lettere scritte a Max Brod. Un amore che per Milena non finirà mai, sebbene ella abbia in seguito altri uomini e una figlia, prosegua la carriera giornalistica e diventi prima un’attiva militante comunista e, espulsa dal partito, si impegni poi per contrastare al massimo le persecuzioni razziali dei nazisti.

Milena morirà nel 1944 a 48 anni, il suo progetto di scrivere un libro insieme a Margarete un libro per testimoniare l’orrore dei campi di concentramento non potrà avverarsi, ma chiederà all’amica di raccontare la sua vita.

E Margarete, a distanza di oltre 30 anni, pubblicherà nel 1977 questo libro, ricostruendo con precisione storica e letteraria, ma anche con l’entusiasmo di un’amica, la drammatica vita di Milena Jesenka, la donna che tutti conosceranno come destinataria delle lettere d’amore di Franz Kafka, tra le più belle che siano state scritte nel Novecento.

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2 responses to “Milena l’amica di Kafka

  1. Questo mi piacerebbe leggerlo, adesso, se potessi! È un libro appena uscito in Italia o è solo una tua lettura?Angela Siciliano

  2. E’ proprio vero,passano le nazioni, i condottieri, la morte e il dolore… ma l’amore è per sempre… e oltre. Un bacio dall’Astrofilosofo. P.S.: hai letto “I quaderni in ottavo” di Kafka?