Fuoco amico

di Abraham B. Yehoshua (Einaudi)

– No – le spiega Yaari con pazienza, – il nostro è uno studio di progettazione, non facciamo assistenza, non abbiamo pezzi di ricambio nè tecnici. Ci limitiamo a stare seduti davanti al computer e a pensare. Ha per caso sentito parlare delle pagine gialle? Lì troverà tutto l’aiuto che le serve.
La dottoressa Bennet conosce le pagine gialle e sa pure usarle. Ma il vecchio Yaari le aveva fatto giurare che avrebbe chiamato solo lui in caso di guasto. L’ascensore privato installato in casa è un’invenzione sua personale e solo lui sa come occuparsene.
– A quando risale l’ultimo guasto?
– Per molti anni non ci sono stati guasti veri e propri. L’ascensore ha sempre goduto di buona salute perché quando suo padre veniva a Gerusalemme faceva sempre manutenzione.
– Che strano, non mi ha mai parlato di lei, nè del suo ascensore.
– Forse ci sono altre cose di cui non le ha mai parlato.

E’ inevitabile che ad ogni romanzo, Abraham B. Yehoshua provochi una reazione a catena di entusiasmo, un’altissima presenza di pubblico alle presentazioni, e una folla enorme di lettori. Strano, si potrebbe dire, considerando che le trame create dal grande scrittore israeliano non sono per niente semplici da affrontare e tanto meno da comprendere.

Le sottili ed eleganti metafore che costituiscono la sua narrazione, le situazioni complesse e intricate che coinvolgono i protagonisti, personalità complicate e spesso afflitte da difficili interrogativi, rivelano in realtà temi politici, attuali e sociali ritratti con una sensibilità rara e travolgente, oltre che con un’eccezionale maestria di scrittura.

Come ne Il responsabile delle risorse umane, presente in queste mie pagine, anche la storia di Fuoco amico si sviluppa intorno alla morte che, violenta e improvvisa, travolge tutti gli altri personaggi del romanzo. La “morte reale” questa volta ha colpito due persone: Eyal, un giovane soldato israeliano impegnato in un turno di guardia sul tetto di un palazzo abitato da palestinesi e ucciso, per un suo irrazionale errore, non dai nemici ma dai propri compagni, dal “fuoco amico“, appunto, e la madre di lui, morta dopo essersi trasferita in Africa in una sorta di esilio volontario, una “morte apparente”, voluto dal marito Jeremy.

Intorno a loro si intrecciano le storie di Daniela, sorella della madre di Eyal, e del marito di lei Amotz, che negli otto giorni di Hannukkah vivono una serie di “avventure” parallele, al limite di ragione e sentimento, lei in Africa, dove ha voluto recarsi da sola per conoscere dal cognato una verità forse incomprensibile, e lui in Israele, impegnato nei contrattempi di una famiglia della quale scopre i “lati oscuri”, e del suo lavoro di progettazione di ascensori, anch’esso rivelatore di inattesi risvolti di pathos.

Come accade sempre nelle narrazioni di Yehoshua, una fine vera e propria non esiste: il dubbio irrisolto, che nasconde sempre in sè i profondi significati del senso stesso dell’esistenza, rimane sospeso nell’aria, sopraffatto dai comuni disagi del vivere, rimorsi, rimpianti, delusioni, conflitti interiori, incomprensioni, tentativi di ridare alla vita un equilibrio perduto o lontano.

E così, la “fuga” in un sito archeologico africano di Jeremy diviene un drammatico rifiuto verso tutto quanto sia legato ad Israele, al quale Daniela, affascinata comunque dai misteri dell’archeologia, tenta inutilmente di porre rimedio. E in Israele, Amotz, rimasto solo per una settimana, si ritrova sommerso da una confusione figli insoddisfatti e nipotini esigenti, sorpreso di scoprire una vecchia amica o amante del padre, ora malato di Parkinson ma ancora legato a lei da un patto professionale oltre che affettivo, e coinvolto nella risoluzione di un inquietante fenomeno di “lamenti” causati dal vento all’interno del sistema di ascensori di un grattacielo.

Ed è questo vento, ruach, entità viva e vibrante, voce dell’anima e della paura, lo sfondo del romanzo, fino al ricongiugimento di Amotz e Daniela che, finalmente, riporterà la vita a quella non impossibile, se pure non eterna, dimensione di armonia.

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One response to “Fuoco amico

  1. Ottimo libro. L’ho comprato dopo aver letto la recensione sul sito http://www.limpidamente.it e sono molto soddisfatto di averlo letto.