Horowitz e mio padre

di Alexis Salatko
(Ponte Alle Grazie)

Il talento non ha nulla da spartire con il successo. È questo che ha voluto dirmi mio padre? Un senso d’oppressione mi pervade via via che ci avviciniamo al momento della verità. Cosa mi aspetto, con precisione, da questo confronto con il mito che ha ossessionato la mia infanzia?

Alexis Salatko, giornalista e redattore francese, ripercorrendo la storia del padre e del nonno, Dimitri Radzanov, che egli non ha mai conosciuto, ma del quale ha saputo con maestria descrivere le passioni e i desideri in questo splendido romanzo, successo eccezionale in Francia e ora anche in Italia, Horowitz e mio padre.

Prima che nella Russia zarista avvenisse lo sconvolgimento della Rivoluzione d’Ottovre, Dimitri Radzanov e Vladimir Horowitz erano compagni di studi al conservatorio di Kiev, e spesso si affrontavano in impegnativi “duelli” al pianoforte, entrambi animati dalla stessa sfrenata passione per la musica ed entrambi dotati di straordinario virtuosismo.

Poi. l’avvento del bolscevismo e il mutamento politico del territorio russo, cambia e divide le loro vite: Horowitz migra negli Stati Uniti, dove diverrà il celebre pianista che tutti conosciamo, e Radzanov si rifugia a Montrouge, dimentica il pianoforte e gli studi trascorsi, trova lavoro come operaio e si impegna nella lotta contro la dittatura comunista.

Ma tra i due chi è in realtà il vero genio della tastiera? La scelta di Dimitri, eroica nella sua rinuncia, si svolge tra l’affetto del figlio e la disapprovazione della madre che riuscirà, infine, a risvegliare lo spirito di competizione di Dimitri, costringendolo a riportare alla luce il suo innegabile talento.

Sullo sfondo drammatico della storia, che ripercorre, come afferma il grande regista Roman Polansky nella prefazione, il tempo trascorso sotto “la duplice egida di Hitler e di Stalin“, l’immaginaria competizione “virtuale”, la sfida a distanza tra i due artisti prosegue per tutta la vita.

Fino al giorno in cui Ambroise, il figlio di Dimitri, trova i soldi per condurre il padre a New York, dove Vladimir Horowitz si esibisce alla Carnegie Hall, in un finale a sorpresa dove tutte le domande troveranno finalmente una risposta.

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