Vento forte

di Miguel Angel Asturias (Rizzoli)

L’ora dell’uomo sarà il “vento forte” che alzerà la sua voce imperiosa dalle viscere stessa della terra e ci spazzerà via tutti…sarà la rivincita di questa gente operosa, umile, paziente e sfruttata…”

Miguel Angel Asturias nasce nel 1899 in Guatemala, dove trascorre parte della sua gioventù. Partito per l’Europa nel 1923, con l’intenzione di studiare economia politica in Inghilterra, si trasferirà invece, dopo breve tempo, a Parigi, dove si avvicina al movimento surrealista e dove segue le lezioni sulla religione Maya di Georges Raynaud, del quale diviene fedele seguace.

Al tema delle leggende spirituali è infatti ispirata la sua prima opera rilevante, le “Leggende del Guatemala“, una raccolta di racconti affascinanti al punto da stupire il poeta Paul Valery, che suggerisce ad Asturias di ritornare nel suo paese d’origine, unico luogo dove la sua potenza creativa potrà manifestarsi fino in fondo.

Vento forte è il primo romanzo del ciclo dedicato alla complessa questione dei coltivatori di banane sudamericani, una storia in cui il contesto politico e sindacale lascia ampio spazio ai risvolti esoterici, magici e misteriosi. La tremenda forza narrativa propria dello scrittore sudamericano viene accentuata dalla trama di sfondo a tema sociale, lo sfruttamento dei coltivatori indios da parte della compagnia americana proprietaria delle piantagioni, enfatizzata dall’ambientazione selvaggia e quasi primordiale di tutto il romanzo, dalle tinte forti e caraibiche, e dai personaggi semplici e sobri ma fortemente passionali.

Fulcro della vicenda è la lotta tra la compagnia titolare dei bananeti e i piccoli proprietari indios, sostenuti da Lester, un misterioso viandante americano che si rivelerà poi essere tra i primi azionisti della compagnia stessa, ma anche primo tra i combattenti per la libertà, in lotta contro la politica dittatoriale del “Papa Verde”, rappresentativa immagine del dirigente nordamericano dell’epoca schiavista e colonizzatore.

Ma la giustizia finale sarà proprio il “vento forte“, scatenato dallo stregone Chama Rito Perraj su richiesta dell’indio Ermenegildo, che per ottenerlo sceglie di impegnare la propria vita in un sacrificio umano. Violento, improvviso, brutale e invincibile, il vento distruggerà completamente le piantagioni, sottraendo la terra al dominio dei coltivatori, piccoli o grandi che siano e riportandola alla sua condizione primordiale di libertà, priva di padroni e di contendenti.

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