Victoria

di Sami Michael (La Giuntina)

Sami Michael è nato a Baghdad nel 1926, dove viene perseguitato fin da giovanissimo a causa delle sue idee politiche e della sua posizione di lotta contro il regime dittatoriale iracheno. Nel 1948 è costretto a fuggire in Iran e, impossibilitato a ritornare in patria, si rifugerà successivamente in Israele, dove affiancherà gli studi universinari al lavoro e alla scrittura, pubblicando una ventina di opere, tra romanzi, saggi e sceneggiature, tutte in ebraico, sebbene non sia la sua lingua madre. I suoi libri, tradotti in diverse lingue, sono diffusi clandestinamente anche in Iraq.

I personaggi di Sami Michael vivono in dimensioni parallele, lontani, nel tempo o nello spazio, isolati dal mondo reale, in un contesto che riesce a fondere, con la bellezza della scrittura, l’atmosfera favolosa, la storia, la cultura e la traccia romanzesca.

Anche la vita di Victoria, la protagonista di questo romanzo che ci accompagna nel fascino magico e talvolta spaventoso della Baghdad novecentesca, prosegue tra sogno, illusione e realtà, nel compiersi di un amore tanto tenace quanto fragile e pericoloso. Scenario del romanzo, il cortile del quartiere ebraico, affollato e policromo, raccoglie le storie delle diverse famiglie che lo abitano, confondendone le voci, i pensieri, i sentimenti, le parole e costruendo un mondo di superstizioni e paure, di ansie e di attese. Innamorata del bellissimo e avventuroso Rafael fin da bambina, Victoria ne diverrà la moglie, consapevolmente destinata e rassegnata, e forse in parte felice di esserlo, a subirne non solo i capricci sessuali, ma anche l’instancabile spirito di conquista, i continui tradimenti, le indomabili voglie, la lunga fila di donne che ne bramano il sorriso, lo sguardo e il contatto.

La sua vita, come quella delle donne della sua epoca, è una vita di sottomissione, di sacrificio e di rinuncia. Dedicata completamente allo strano uomo cui è legata, Victoria arriverà a vedere morire due figlie e a desiderare lei stessa di morire, trascorrendo mesi di solitudine e investendo tutti i suoi pochi averi per tentare di salvare Rafael dalla tubercolosi.

Ma, nonostante l’apparente schiavitù cui è costretta, a suo modo Victoria è padrona di sè stessa e delle sue scelte, incurante di scontrarsi con la famiglia o con il marito, orgogliosa e testarda quanto basta per non chiedere mai, e la sua storia d’amore e di trasgressione, raccontata a distanza di decenni in Israele, racchiude la forza di un sentimento puro e incorruttibile, inattaccabile dal tempo e dalla fortuna avversa.

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