Diario 1941 – 1943

di Etty Hillesum (Adelphi)

La nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte, presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi e nessuna persona buona che vorrà darci aiuto lo potrà oltrepassare.

Esther Hillesum nasce nel 1914 in Olanda da padre olandese e madre russa, si laurea in giurisprudenza, studia le lingue slave e si interessa di psicologia, crescendo in una famiglia e in un contesto tipici della borghesia intellettuale ebraica: promettente scrittrice lei, pianista e medico i due fratelli. Nel 1937, si trasferisce in casa di Han come governante, ma la relazione assume presto un carattere sentimentale, ed è in questa casa dove Etty, nel 1941, inizia a scrivere assiduamente il proprio diario, tenendo traccia di tutti quei mutamenti che, generati dai suoi molteplici interessi, dalle esperienze e dagli incontri, avvengono dentro di lei. Etty è una ragazza affascinante, passionale, entusiasta della vita ed innamorata della bellezza, della letteratura e della poesia, ma anche fortemente sensuale e facile a lasciarsi coinvolgere in complesse storie d’amore. Legge Dostoevskij e Jung, non rinuncerebbe mai a Rilke, è talvolta preda di angosce e malesseri dovuti alle sue ansie e ai suoi dubbi, ma la sua innata introspezione la rende capace di rafforzarsi nei suoi stessi errori e di rinnovarsi.

L’incontro con lo psicologo junghiano tedesco Spier, presenza rilevante nelle pagine del diario, del quale da paziente Etty diviene presto assistente ed amante, agisce nella sua vita come una rivelazione, e la relazione, inizialmente ambigua, diviene una sorta di percorso verso una consapevole realizzazione di sè stessa. Etty, che non era religiosa, si avvicina alle Scritture e al pensiero di S. Agostino, e anche Dio assume per lei il ruolo di un compagno, di una presenza che, per quanto la vita possa essere tragica e insopportabile, non manca mai, “quella parte di me“, scrive, “la più ricca e la più profonda“: questo è Dio.

Intanto, nell’Olanda occupata dai tedeschi, vengono attivate le leggi razziali di Norimberga, e anche Etty si vede negare, uno dopo l’altro, tutti quei diritti di persona umana e di cittadina: non potrà più telefonare, viaggiare in autobus, entrare nei negozi, passeggiare nel parco, percorrere determinate strade, possedere una bicicletta… fino al diffondersi della notizia delle deportazioni, e dello sterminio.

Ed è qui che, dalle parole del diario, traspare quella straordinaria dote di Etty: nel crescendo di violenza e repressione che la opprime, nell’incedere del dramma e della morte, attuati dalla macchina distruttrice nazista, ella non perde mai la gioia e la dolcezza, la fantasia e l’entusiasmo, forte della convinzione di essere l’unica vera artefice del proprio io: a nulla possono i nazisti, anche rinchiudendola e minacciandola, non le potranno mai rubare la bellezza della vita e del mondo. Etty sente, talvolta, il cerchio stringersi e la tragedia incombere, ma sono brevi istanti, dai quali riemerge più forte e più convinta dei propri valori. E’ vero, annoterà un giorno, molte strade ci sono precluse, ma su quelle poche che ci sono concesse, c’è pur sempre il cielo. E il cielo, il profumo dei gelsomini, la bellezza di uno sguardo, la costante presenza di Dio, sono doni che nessuno le può togliere: se l’intento dei nazisti era quello di distruggere la personalità e la dignità dell’uomo, con Etty non solo hanno totalmente fallito, ma hanno addirittura causato l’effetto contrario.

Nel 1942 Spier muore di malattia, ed Etty, che potrebbe salvarsi grazie alle molte amicizie, consegna il diario ad un’amica, chiedendole di farlo avere a Klaas Smelik per la pubblicazione, e sceglie l’internamento a Westerbork, un campo di smistamento, dove ritroverà i genitori e i fratelli, e dove riuscirà ancora ad innamorarsi, tanto di un uomo quanto dei tramonti, diffondendo tra le baracche la sua dolce gioia di vivere.

Nel 1943 tutta la famiglia verrà deportata ad Auschwitz: l’ultimo scritto di Etty è un biglietto, gettato dal treno, miracolosamente ritrovato e spedito all’amica cui era rivolto. Della famiglia Hillesum non sopravviverà nessuno.

Il diario di Etty, undici quaderni colmi da una scrittura sottile e difficile da leggere, verrà pubblicato per la prima volta in Olanda nel 1981. Leggetelo: è una testimonianza storica e filosofica, ma è anche una grande lezione di vita.

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One response to “Diario 1941 – 1943

  1. Semplicemente stupendo, uno dei miei libri preferiti in assoluto, letto e riletto ogni volta con grande emozione per raccogliere, come giustamente scrivi, preziosi insegnamenti.