Scrittura cuneiforme

di Kader Abdolah (Iperborea)

Questa era la parola di Dio, questo era il racconto di Dio. E La Caverna era una delle storie del libro sacro che si trovava a casa di Aga Akbar.
Abbiamo iniziato con la Sua parola prima di tentare di decifrare gli appunti segreti di Aga Akbar. Siamo in due, Ismail e io. Io sono il narratore onnisciente. Ismail è il figlio di Aga Akbar, che era sordomuto.
Benché io sia onnisciente, purtroppo non riesco a leggere gli appunti di Aga Akbar. Perciò racconterò solo la parte della storia fino alla nascita di Ismail. Il resto lascio che lo racconti lui. Ma alla fine tornerò, perché Ismail non riesce a decifrare l’ultima parte degli appunti di suo padre.

Kader Abdolah, nome d’arte di Hossein Sadjadi Ghaemmaghami Farahani, è nato in Iran nel 1954. Frequentando la facoltà universitaria di fisica di Teheran, entra nel partito comunista clandestino, battendosi contro la dittatura dello Scià. La vittoria degli ayatollah, avvenuta nel 1979, lo costringe alla clandestinità, ed in seguito all’esilio, prima in Turchia, poi in Olanda, dove ottiene rifugio politico nel 1988. Autore di due libri pubblicati in Iran prima della sua fuga, prosegue l’attività di scrittore nella patria di adozione, scegliendo la lingua nederlandese e rendendola la propria lingua letteraria. La sua scrittura intensa ed elegante, con la quale ha meritato, per quanto straniero, un posto rilevante nella narrativa olandese, trasmette i sentimenti della sua condizione di esule, narrata attraverso un intreccio di percorsi tra il reale ed il fantastico, e con la capacità di fondere la cultura della tradizione persiana con una lingua acquisita e non facile.

In questo romanzo, tramite il complesso tema della scrittura antica, Kader Abdolah assume il ruolo del narratore appassionato e dello storico attento e preciso. Similmente allo scrittore, il protagonista, Ismail, ex militante della resistenza sfuggito alla violenta repressione del regime, giunge dall’Iran nei Paesi Bassi come rifugiato politico, ed un giorno riceve dal suo paese d’origine un ignoto pacchetto. Il misterioso contenuto è un quaderno in cui suo padre, un annodatore di tappeti analfabeta e nato sordomuto tra le montagne di un paese di confine, ha annotato i propri pensieri facendo sua una lingua che Ismail non conosce: le antiche lettere cuneiformi, le stesse con le quali, in un’antica iscrizione posta sul Monte Zafferano, Ciro, sovrano dei persiani, aveva dichiarato di essere “il re dei re”. Ismail non è in grado di leggere la scrittura del padre, ma poichè per lungo tempo gli è vissuto accanto, ed è stato “la sua bocca e le sue orecchie”, riesce a ricomporre la sua storia rievocando i propri ricordi. Riconnettendosi al precedente romanzo tradotto in italiano, Il viaggio delle bottiglie vuote, Kader Abdolah percorre il tempo a ritroso, ci accompagna nella magica terra dei tappeti volanti, rivede Teheran oppressa prima dal terrore della dittatura e dopo dagli ayatollah, in una storia in cui il cammino dei potenti incontra la vita sofferta degli umili, l’amore, la nostalgia, gli ideali mai distrutti della giustizia e della libertà. Poesia e storia si incontrano, in un percorso affascinante, giocato tra lingua e fiaba, tra Olanda e Iran, e, quasi miracolosamente, si potrebbe dire, tra Oriente e Occidente.

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One response to “Scrittura cuneiforme

  1. Sono una studiosa di storia della scrittura, ho davvero apprezzato la tua recensione. Ho visto il link al mio sito. Purtroppo non viene aggiornato. Non per colpa mia. Se vuoi puoi leggere il mio blog su alice e quello su splinder dal 31 maggio.http://blog.alice.it/reading_writingRicambio il link, a presto, Alessandra