All’ombra del melograno

di Tariq Ali (Baldini Castoldi Dalai)

Giunto recentemente in Italia per presentare il suo nuovo romanzo All’ombra del melograno, edito da Bollati Boringhieri, Tariq Ali è scrittore, storico, saggista, cineasta, un artista poliedrico e affascinante, brillante analista politico, condirettore della New Left Review, ed autore di una rinomata serie di romanzi storici riuniti sotto il nome di Islam Quintet. Tradotto in numerosi paesi, All’ombra del melograno ha meritato il premio Archibishop San Clemente dell’Istituto Rosalia de Castro nel 1994 come miglior romanzo in lingua straniera pubblicato in Spagna.

L’opera, presentata il 3 aprile scorso all’Istituto Cervantes di Milano, è ambientata nella Granada del 1499 sotto il segno della Reconquista, in una Spagna dominata dal cattolicesimo di Isabella e dalla violenza inquisitoria dell’arcivescono Ximenes De Cisneros. Le conseguenze provocate dalla Reconquista di Granada verso i musulmani, privati, sette anni dopo la resa della Spagna islamica, di quegli accordi che consentivano loro la libera professione della fede, sono disastrose e cruente. Obbligati alla conversione forzata, alla fuga o alla lotta, gli “infedeli” dell’Islam non hanno alternative: l’ombra del Melograno, emblema di Granada, e l’ombra dell’Inquisizione spagnola si abbattono su di loro con terrificante spietatezza, inizio della prima pulizia etnica avvenuta nella storia europea. Attraverso la saga vissuta dalla famiglia di aristocratici musulmani Bany Hudayl, scorre il dramma di un’intera civiltà costretta a scegliere una strada per sopravvivere alla distruzione, a cedere o a morire o, peggio, ad abbandonare quelle mura e quelle strade che per secoli sono state testimoni dei loro sentimenti, dolori, passioni. Celebrazione estrema di questo annientamento culturale è il rogo dei libri, ordinato da De Cisneros, determinata e violenta azione di distruzione e umiliazione in cui gli antichi scritti di filosofia, astronomia, scienze, matematica, medicina, vengono inceneriti: otto secoli di saggezza e di cultura islamica cancellati dalle fiamme, per lasciare spazio ad un’intolleranza crudele e agghiacciante.

Dipinta da Tariq Ali con i colori intensi e le forti emozioni propri dell’epoca, l’affascinante Spagna musulmana narrata in questo romanzo porta in sè, con la drammatica storia vissuta dai protagonisti, il simbolo della sofferta odissea di un popolo perseguitato, vittima di un’identità cattolica monocolore ed imperante nell’Europa che ne ha voluta cancellare la presenza, bruciando sul rogo, oltre ai libri, uomini e civiltà. Un destino subito, nello stesso luogo e momento, anche dagli ebrei, ugualmente espulsi dalla repressione religiosa spagnola. La prevaricazione del cattolicesimo europeo, afferma lo scrittore, per secoli ha combattuto contro i musulmani senza dar loro tregua, prima con l’Iquisizione e le Crociate, e ora, mentre si assiste ad un graduale e difficoltoso ritorno di una significativa presenza musulmana in Europa, attaccando la fragile stabilità che accompagna questo impegnativo reintegro, ostacolato dalla storia avversa, e soprattutto dalla disinformazione, dalla manipolazione dell’opinione pubblica, dalle azioni mirate di razzismo e repressione di cui i musulmani sono vittime, identificati spesso se non sempre, e ingiustamente, con l’immagine del terrorismo e della criminalità. Certo, è vero che vi sono stati dei crimini, ed è vero che il terrorismo suicida esiste, ma talvolta è una conseguenza della disperazione, della mancanza di istruzione, dell’assenza di prospettive, di speranze e di futuro: sono trascorsi i secoli ma la situazione non è variata di molto, e il mondo occidentale, compresa l’Europa, abusa della propria supremazia e non si rivela ancora in grado di saper creare e mantenere un’armonia tra le differenti culture, una realtà triste e deludente in questo nostro terzo millennio. Un’armonia che appare remota e irraggiungibile, soffocata da un lato dalla strumentalizzazione della religione, dalla brama imperialista e dal fondamentalismo politico che purtroppo dominano l’Occidente, e dall’altra dalla presenza del petrolio, fonte di immensa ricchezza per i paesi arabi, e preda ambita delle grandi potenze occidentali, causa di guerre, di ingiustizie e di morte. Attuale più che mai, questo libro rappresenta la sofferenza subita da ogni popolo represso senza altri motivi se non la propria essenza di vita, e rinnova quell’interrogativo che sospinge a chiedersi se la pace sia solo un’utopia, o se, come dichiarato da Khaled Fouad Allam durante la presentazione, è necessario, più che mai, riportare in vita il senso della fratellanza, poichè vi è stato un tempo in cui la tolleranza era una regola, e se l’Islam non fosse stato eliminato dall’Europa, ora avremmo un mondo completamente diverso, e chissà, forse migliore.

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2 responses to “All’ombra del melograno

  1. Bellissima recensione ed interessantissima segnalazione. Grazie da Gabriella

  2. Bellissime le tue recensioni e segnalazioni. Grazie Giulia