La leggenda del santo bevitore

di Joseph Roth (Adelphi)

Joseph Roth nasce a Schwabendorf nel 1894, e studia a Vienna, dove ha modo di conoscere lo scrittore e intellettuale austriaco Karl Kraus. La sua vita è segnata da diversi eventi drammatici: la misteriosa scomparsa del padre, che abbandona la famiglia poco prima della nascita di Joseph per finire i suoi giorni secondo alcuni in un manicomio olandese e secondo altri disperso in Russia, la prima guerra mondiale, dove Joseph si arruola volontario e cade prigioniero dei russi, e il tragico evolversi del suo matrimonio, dovuto alla malattia mentale della moglie. Dopo l’esperienza della guerra, Joseph Roth inizia una discontinua attività giornalistica, cui segue la sua carriera di scrittore, influenzato dapprima dal realismo psicologico francese e russo, da Stendhal a Dostoievsckj, ed in seguito dall’impressionismo viennese di Hofmannstahl e Schnitzler. Tema centrale della sua opera narrativa, che traspare dal capolavoro La marcia di Radetzky, è il crollo del mondo asburgico e dell’impero austro-ungarico, con la conseguente disgregazione culturale e con la dispersione degli abitanti, in particolare di origine ebraica, verso l’occidente. Trasferitosi in Francia all’inizio della persecuzione nazista, Joseph Roth, forse a conseguenza sia dell’alcolismo che della disperazione, muore improvvisamente a Parigi nel 1939, uno tra i tanti intellettuali e artisti caduti, direttamente o indirettamente, nella rete della guerra e del nazismo.

Il malinconico e delicato romanzo breve La leggenda del santo bevitore viene considerato il testamento spirituale del grande scrittore ebreo austriaco, e forse anche una triste visione profetica della sua fine, avvenuta pochi giorni dopo la stesura, ma, nonostante la tristezza dello sfondo, è impossibile non lasciarsi catturare dall’ingenua simpatia del protagonista.
La storia, la cui atmosfera narrativa evoca sia la leggenda quanto la fiaba, racconta l’irreale avventura di Andreas, un solitario e romantico vagabondo francese disoccupato e spesso ubriaco, che vive sotto i ponti di Parigi, iniziata nel momento in cui egli riceve in dono da un gentiluomo sconosciuto una discreta somma di denaro, promettendo al donatore di restituirla, dopo averne fatto il miglior uso, alla chiesa di Santa Maria di Batignolles. L’evento provoca il susseguirsi di diverse situazioni casuali e miracolose al contempo, in cui spesso Andreas viene coinvolto, aiutato da un destino insolitamente generoso, trovandosi più di una volta ad avere in suo possesso denaro a sufficienza per saldare il debito e per cambiare vita, ma altrettante volte si lascia distrarre e catturare dalla ricomparsa di antichi amori e vecchi amici. Solo pochi istanti prima di morire, Andreas riuscirà finalmente, a suo modo, ad offrire a Santa Teresa il denaro del debito.

La leggenda del santo bevitore nella versione teatrale diretta da Andrée Ruth Shammah ed interpretata da Piero Mazzarella, è in scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 1 aprile.
http://www.teatrofrancoparenti.it – 02599944700

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