I viaggi

di Ibn Battuta (Einaudi)

Nel 1325, Ibn Battuta, ventenne marocchino, studioso di diritto islamico, dà inizio ad una straordinaria serie di viaggi che, nell’arco di una trentina di anni, lo condurranno in ogni angolo del vastissimo dar al-Islam, la dimora dell’Islam, non limitandosi ai soli paesi all’epoca musulmani, ma passando attraverso terre come Cina, Spagna, Africa tropicale, dove l’Islam rappresentava una realtà minoritaria. Portando a termine un’impresa considerata eccezionale, Ibn Battuta attraversò un territorio che comprende attualmente 44 paesi, tra Africa, Asia ed Europa, la cui cronaca viene riportata con precisione nei testi che compongono questo splendido volume, seguendo i resoconti, rihla, che egni redasse, frammisti ad appunti e a note autobiografiche. A differenza di Marco Polo, cui viene spesso rapportato sia per la contemporaneità che per la consuetudine di redigere un diario di viaggio e del quale stranamente non riscosse lo stesso successo, Ibn Battuta si mosse comunque spesso in un ambito culturale a lui noto, e la sua cronaca, rivolta prevalentemente agli studiosi musulmani, aveva un carattere più informativo che narrativo. Ibn Battuta lascia Tangeri, dove è nato, nel 1325, per recarsi in pellegrinaggio alla Mecca e a Medina, luoghi sacri dell’Islam, ma il viaggio tradizionale dei musulmani si trasforma per lui nell’inizio di una serie di itinerari che lo tratterranno lontano dal Marocco per decenni, in percorsi a volte ripetuti e talvolta a lungo termine. La sua curiosità lo esortava a costruire itinerari intricati, che non gli permettessero di passare per paesi già visitati e, tornato in Marocco verso i 50 anni, aveva lasciato le sue tracce, e qualche volta un figlio, in Africa settentrionale ed orientale, oltrepassando Zanzibar, in Medio Oriente, comprese Persia ed Anatolia, intorno al Mar Nero, in Asia centrale, in Afghanistan, India, Indonesia e Cina, senza contare i paesi di minore grandezza o importanza. Dopo il ritorno in in Marocco, ripartì in seguito per Tunisi e per Cagliari che, insieme a Bisanzio, è uno dei rari luoghi del culto cristiano da lui visitati, ed attraversò il Sahara, toccando il Mali, in Africa occidentale. Raccolte per ordine del sultano di Fez, le sue memorie raccontano luoghi e persone affascinanti, ma soprattutto ritraggono la vita del Trecento musulmano.

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