Islam

Di Gabriele Mandel Khan (Electa)

Gabriel Mandel Khan, Vicario generale per l’Italia della Confraternita Sufi Jerrahi Halveti, corrente mistica dell’Islam, è un artista a 360 gradi. Scrittore, pittore, incisore e ceramista, proviene da una famiglia di intellettuali, amici di Gabriele D’Annunzio, è autore oltre duecento libri in gran parte pubblicati da case editrici italiane, ha esposto alla Biennale di Venezia e nei musei di tutto il mondo, e la sua celebre versione commentata del Corano è stata posta sotto l’alto patronato dell’Unesco.

Per la collana di dizionari che Electa dedica alle religioni presenti nel mondo, è stato chiesto a Gabriel Mandel Khan di svelare ai lettori i segreti dell’Islam, sia dal punto di vista spirituale, addentrandosi tra i profondi e complessi contenuti dogmatici, teologici ed esoterici del pensiero islamico e del Corano, sia sotto l’aspetto politico e culturale che questa religione ha assunto nel corso della storia, sia per quanto riguarda la magnificenza delle opere d’arte e dei monumenti creati in suo nome.
Presentato nell’incontro promosso dall Unione Lettori Italiani il 17 gennaio al Museo di Storia Contemporanea di Milano in presenza dell’autore, affiancato dal professor Paolo Branca, docente dell’Università Cattolica di Milano, e da Eliahu Khodabash Karmeli, rabbino della Comunità Israelitica Persiana, il volume svela un ritratto della seconda religione monoteista del mondo inedito e affascinante, indispensabile conoscenza in un’epoca dove, dolorosamente, la fede islamica viene associata alla guerriglia, al terrorismo, all’integralismo, alla prevaricazione politica e sociale. Con uno stile trascinante e carismatico, tanto nel discorso quanto nello scritto, l’autore ci racconta come non vi sia neanche una parola del Corano il cui fine possa essere quello di incitare al delitto o al suicidio, ma, al contrario, ogni azione che scandisce la vita di un musulmano, la fede, la preghiera, il pellegrinaggio alla Mecca, il mese di Ramadan, possiede un valore spirituale elevato e ricco di rispetto e di amore, e non esiste, tra le regole dettate dal testo sacro, alcuna norma che limiti la libertà propria dell’individuo o imponga restrizioni fisiche o morali alla donna, considerata sempre con il massimo riguardo. Quello che ne è emerso è il ritratto di una religione allo stato puro, spogliata di ogni pretesto politico da cui viene spesso strumentalizzata, e intepretata solo come il chiaro riflesso di una cultura antica e forte, alla cui base vi sono quelle stesse radici innegabilmente condivise dalle altre due grandi religioni monoteiste, Ebraismo e Cristianesimo, dove ritroviamo il tema fondamentale dell’amore per il prossimo e del grande rispetto verso la vita umana. Particolare attenzione merita il patrimonio iconografico del volume che, come sottolineato dal professor Paolo Branca durante la presentazione, conferma come l’assenza di immagini sacre propria dell’Islam non abbia vietato l’eccezionale sviluppo delle diverse forme d’arte nate nel contesto del pensiero islamico. Un’opera straordinaria, per scoprire i fondamenti di una religione purtroppo nota solo superficialmente, che pone come principi indiscutibili la gioia di vivere e l’amore nel suo significato più alto, ripresi con saggezza e ironia nell’intervento di Elyahu Khodabash Karmeli, inteso a dimostrarne le similitudini con l’ebraismo e ad evidenziare il ruolo subdolo e falso rivestito dalla politica e dal potere nel creare contrasti tra le due grandi religioni, poiché, al contrario di quanto si voglia far credere, Dio ama la bellezza.

 

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One response to “Islam

  1. roberto.bonuglia

    Complimenti per la recensione del libro, molto interessante come la scelta di segnalare testi base come questo che aiutano a farsi un’idea di tematiche così complicate come quelle mediorientali e legate al mondo islamico.