Il mestiere di vivere

di Cesare Pavese (Einaudi)

Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.

Cesare Pavese, scrittore, poeta e saggista impareggiabile, dalla personalità fragile, profonda e complessa, brillante protagonista della cultura italiana e in particolare del mondo intellettuale di Torino, nasce in provincia di Cuneo nel 1908, e l’innata nostalgia per la campagna lo accompagnerà lungo tutta la vita. Dopo la laurea si dedica assiduamente alla traduzione degli scrittori americani, tra cui Melville, di cui firma la celebre versione di Moby Dick, Dos Passos, Gertrude Stein e Defoe. Successivamente all’arresto di Leone Ginzburg, viene condannato al confino, ed inizia in quei giorni a scrivere il diario Il mestiere di vivere, che sarà pubblicato postumo nel 1952. Direttore della rivista Cultura, il suo nome è divenuto simbolo della casa editrice Einaudi nei suoi primi 17 anni di vita, sia come redattore che come autore. La scrittura di Cesare Pavese, dalle forti tinte di realismo e simbolismo lirico, contiene sempre tratti autobiografici, frammisti a temi come la solitudine e la nostalgia, caratteristici della sua personalità, ed a riflessioni esistenziali e filosofiche. Premio Strega nel 1950, Cesare Pavese nello stesso anno termina la sua vita con il suicidio. Il mestiere di vivere inizia il 6 ottobre 1935, durante il confino politico a Brancaleone Calabro, e termina il 18 agosto 1950, nove giorni prima della morte. L’opera rappresenta una sorta di diario segreto dello scrittore, di luogo a lui solo accessibile dove rivelarsi liberamente ed affidare la custodia di confessioni intime, pensieri sulla propria identità di artista e di uomo, riflessioni sul dramma interiore che ha tormentato la sua intera esistenza. Disperazione, amore, morte, arte, passione, si trasformano, pagina dopo pagina, in spunti di meditazione, in sogni e ricordi, spesso accompagnati da note di ironia, per rivelare, con quel ritmo poetico e trascinante che contraddistingue lo stile di Cesare Pavese, la personalità dello scrittore, la sua evoluzione artistica e intellettuale, ma soprattutto la sua profonda inquietudine e la sua irrimediabile insoddisfazione.

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