L’opera al nero

di Marguerite Yourcenar (Feltrinelli)

Ho avuto anch’io i miei sogni, e non gli attribuisco valore d’altro che di sogni. Mi sono guardato bene dal fare della verità un idolo; ho preferito lasciarle il nome più umile di esattezza. I miei trionfi e i miei pericoli non sono quelli che la gente s’immagina; ci sono altre glorie oltre la gloria e altri roghi oltre il rogo.Sono quasi riuscito a diffidare delle parole. Morirò un po’ meno sciocco di come sono nato.

Marguerite de Cravencour nasce a Bruxelles nel 1903, e inizia a pubblicare poesie e racconti all’età di 18 anni, firmandosi con il nome di Marguerite Yourcenar. Viaggia in tutta Europa, si trasferisce negli Stati Uniti nel 1939, e negli anni Cinquanta pubblica quello che viene considerato il suo capolavoro, le Memorie di Adriano, mirabile connubio tra saggio storico e romanzo, in cui la scrittrice ricostruisce, sotto forma di diario epistolare e di confessione, i ricordi del grande imperatore romano che, nell’autocritica introspettiva della sua opera politica e della propria vita, è consapevole che Roma, nella sua grandezza, non potrà essere davvero eterna. Prima ed unica donna ad essere eletta tra gli Immortali dell’Académie Francaise, Marguerite Yourcenar muore nel dicembre 1987.

L’Opera al nero ritengo sia l’espressione più profonda, suggestiva e coinvolgente della scrittura di Marguerite Yourcenar. In un’atmosfera dalle tinte oscure e gotiche, ma storicamente, e dolorosamente reali, la scrittrice ripercorre la vita, immaginaria sebbene costruita su dati effettivi, del filosofo, medico, scienziato e alchimista Zenone, vissuto, probabilmente, nel sedicesimo secolo. Rifuggendo da principio la cultura predominante, fondata su dogmi religiosi e teorie radicate e immutabili, e orientato alla ricerca di nuovi percorsi della conoscenza, il giovane, destinato alla carriera ecclesiastica, si appassiona allo studio e al sapere, ma rivela uno spirito libero e contraddittorio. Legge testi ritenuti “proibiti”, sceglie la strada della conoscenza come unica ragione di vita e, destino degli intellettuali dell’epoca, subisce la persecuzione da parte della società, degli organi di potere e delle istituzioni religiose, siano esse cattoliche, luterane o islamiche. Accusato di eresia, condannato alla censura dei suoi scritti, è costretto ad un eterno esilio, viaggiando alla ricerca di un potere meno opprimente e più aperto alla ricerca filosofica e scientifica. Tornato a Bruges, il suo paese d’origine, molti anni dopo, sotto il falso nome di Sebastiano Theus, incontra il coltissimo abate del convento dei Cordiglieri, che gli offre un posto di medico nell’ ospedale dell’ordine, instaurando con lo scienziato una sorta di raffinata amicizia e di profondo dialogo intellettuale. Tra gli intrighi e le passioni caratteristiche di un convento, Zenone inizia un nuovo periodo della sua vita, dedicandosi alla riflessione interiore e al compimento, dentro di sè, del processo alchemico, ma alla morte del priore torna ad essere perseguitato, ed infine arrestato. Rifiutando ogni possibile ritrattazione, fermo nelle sue idee, troverà la morte per sua stessa mano, la sera prima della condanna al rogo. Un’opera splendida, malinconica e passionale, dove la tristezza, peraltro reale, del protagonista, esalta l’intenso fascino intellettuale dello studioso che sacrifica l’intera esistenza alla ricerca filosofica e alla scienza.

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2 responses to “L’opera al nero

  1. della Yourcenar, se non lo hai letto, ti consiglio anche “Il colpo di grazia” del 1938. E’ un romanzo ambiguo e bellissimo degno per me di stare accanto a “L’Opera al nero” e alle “Memorie di Adriano”. un saluto.

  2. L’Opera al Nero a me piace molto più che Le Memorie di Adriano. Ma ti consiglio, se non li conosci già, i volumi Einaudi della sua autobiografia: Archivi del Nord, Pellegrina e Straniera e Quoi? L’Eternitè.Ciao e Buon 2007 🙂