La solitudine dell'Occidente

di Khaled Fouad Allam (Rizzoli)

Ho notato come ogni volta, anche nell’affrontare argomenti fortemente razionali come la politica e l’attualità, l’anima mediorientale o nordafricana, e comunque mediterranea e non europea, riesca a mantenere intatta quell’atmosfera di sogno e di fiaba. Khaled Fouad Allam vive sul sottile confine che separa due mondi: nato in Algeria, cittadino italiano, musulmano, europeo da quasi trent’anni, docente universitario, giornalista, scrittore, parlamentare italiano, impegnato da sempre nel difficile e pericoloso tentativo di rischiarare reciprocamente l’orizzonte, agli occidentali verso l’Islam, e ai musulmani verso l’Occidente. Una scelta ardua, soprattutto dopo l’11 settembre, che ha segnato la rottura irreparabile tra i due mondi, e la condanna ad una paura reciproca, spesso causa di rivalse e di ingiustizie. Questa raccolta di saggi dal ritmo avvolgente di racconti, delinea il ritratto dell’Europa osservato da chi giunge dal mondo arabo, un’immagine affascinante ma difficile da comprendere, due culture parallele ma eternamente sfidanti. Attraverso un percorso di luoghi, di pensieri e di poesia, dove risuonano nell’aria le parole struggenti del pensatore e filosofo Ibn Hazm, del poeta simbolista Paul Valery, di grandi intellettuali e filosofi di cultura ebraica come Emmanuel Levinas e Franz Rosenweig, Khaled racconta, con parole talvolta cariche di nostalgia, tristezza e delusione, la malinconia di una Trieste fredda e splendida, l’emarginazione della periferia di Parigi, l’integralismo audace e violento dell’Iran, la tragedia delle Twins Towers, l’inatteso trionfo di Hamas in Palestina, e il fascino irreale di Gerusalemme, città simbolo dell’incontro e della divisione, del miracolo e del dolore. Con una narrativa elegante e piacevole, lo scrittore porta la sua testimonianza contro i luoghi comuni, che ostacolano la comprensione, gli errori e i malintesi delle ideologie, riprendendo, e adattandoli al giorno d’oggi, i concetti base del pensiero occidentale per poter trasformare lo scontro tra diversità in un incontro tra culture. Una lettura trascinante, ricca di riferimenti letterari, poetici e filosofici, profonda e commovente, che rivela il forte carisma intellettuale dell’autore. Credo sia importante leggerlo per comprendere meglio non solo l’Islam ma anche l’Occidente.

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